giovedì 26 gennaio 2017

CIMITERO DI SAN ROCCO



Foto 1
L’area attigua  a San Rocco e lo stesso Oratorio nel corso del XVIIII secolo
hanno subito una trasformazione importante. A  seguito dell’ editto di Saint Cloud emanato nel 1804 da  Napoleone si stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine,  e così Azzate si adeguò. Dismisero  il cimitero attiguo alla Chiesa Parrocchiale e ne edificarono uno “fuori dal centro storico”: la scelta fu  a San Rocco.

Foto 2 Mappa
Una scelta forzata che ha creato non pochi screzi tra le autorità civili e religiose.

Foto 3  vecchio cimitero
In questa mappa del 1843 vediamo come era edificato il primo cimitero

Foto 4  ampliamento
Nel corso dell’800 Azzate ebbe uno sviluppo demografico importante. Le autorità civili decisero l’ampliamento dell’area cimiteriale. In questa mappa del 1884 in colore rosso si evidenzia il nuovo progetto che incorporava ampiamente l’esistente cimitero evidenziato in giallo.

Foto 5 particolare ampliamento
come si può notare il progetto pregiudicava fortemente l’utilizzo e la funzionalità dell’Oratorio di San Rocco e l’allora Parroco don Luigi Redaelli si oppose fortemente, ma le autorità civili portarono ugualmente a termine i lavori.
In particolare il porticato per le tombe delle nobili famiglie fu edificato in appoggio alle mura perimetrali dell’Oratorio; fu chiusa una porta sul lato sinistro che immetteva alla zona cimiteriale;  fu creato un corridoio, lasciando così un’unica finestra nel presbiterio che risultava fortemente oscurata e, per ultimo, non avendo la disponibilità di una camera mortuaria si impossessarono arbitrariamente di una metà della sacrestia, aprendo un passaggio esterno per accedervi dal camposanto.
Il progetto  fu portato a termine: San Rocco subì un mutamento importante, ne valse la pena? No, perché dopo appena 20 anni sorse la necessità di trovare una nuova area cimiteriale più spaziosa.
Nel 1929 si decise la costruzione dell’attuale cimitero di Vegonno  e in quello di San Rocco non vennero più inumati i defunti. L’Amministrazione Comunale diede la possibilità, a chi ne faceva richiesta, di trasportare a proprie spese i cadaveri nel novo cimitero di Vegonno. Azzate aveva in questo modo due cimiteri ma nel 1958 giunse il  momento di sacrificare quello antico che le impietose ruspe in pochi giorni rasero al suolo. L’intervento provvidenziale del prevosto don Angelo Cremona riuscì a salvare dalla distruzione le tombe della nobile famiglia Bossi e quelle dei parroci di Azzate che furono trasportate a Vegonno.

Foto 6
In quest’unica fotografia in nostro possesso datata anni 50 si vede il muraglione del cimitero ed il cancelletto che permetteva l’uscita sul sagrato dell’Oratorio di San Rocco.

Foto 7 mappa
Questa mappa datata anni 50 incuriosisce poiché dalla Chiesa Parrocchiale  si arrivava attraverso  la “ Via al Cimitero” al viale che portava all’entrata del camposanto.


Foto 8 Tram
Come si vede in questa fotografia degli anni ‘20 con l’attigua fermata della tramvia elettrica.

Foto 7 rimettere la mappa
Dal paese scendeva  la “via S. Rocco” che terminava ai piedi dell’Oratorio.
Due percorsi ben distinti: quello antico che proveniva dal Pumarieu, dal Puvié altrimenti detto dell’Osteria della Colomba e giungeva in modo perpendicolare alla facciata dell’Oratorio; quello più moderno che percorreva l’attuale Via Vittorio Veneto e, attraversati i binari della tramvia, percorreva il viale alberato e conduceva direttamente nel camposanto.


Foto 8
In quest’immagine un gruppo di bambini dell’asilo accompagnati dalla suora salutano un feretro funebre, la foto li ritrae in via San Rocco con alle spalle l’Osteria della Colomba. Era usanza delle famiglie più facoltose di fare accompagnare il feretro dai bambini dell’Asilo Infantile che indossavano una mantellina ed il baschetto. Il più grande di loro portava la bandiera.
L’accompagnamento si fermava a San Rocco per non costringere i bambini ad un lungo percorso e che potevano così ritornare all’Asilo attraverso l’attuale Via Cottalorda.


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